Quartieri 

Salis tra gli sfollati di via Piacenza a due anni e tre mesi dall’incendio: «La cosa più dolorosa è vedere che non c’è speranza e non c’è fiducia nelle istituzioni»

L’assicurazione non paga, 80 famiglie sono ancora fuori dalle loro abitazioni devastate dal rogo, il Comune nel febbraio scorso ha chiesto il pagamento delle sistemazioni provvisorie oltre i primi tre giorni, c’è chi si paga il mutuo e l’affitto di un’altra casa e tutte le spese relative a entrambe le abitazioni. La candidata sindaca progressista: «Si è interrotta la comunicazione tra l’amministrazione e le persone che non credono più che il Comune possa fare qualcosa per loro»

Intanto sono 80 le famiglie che ancora non sono potute rientrare nelle loro case. Il 3 novembre del 2023 è stata terminata la copertura del tetto, senza la quale l’acqua piovana penetrava nello stabile e i danni si moltiplicavano. Poi più nulla. Perché l’assicurazione non ha ancora pagato. Non ci sarebbe accordo sulla cifra da versare. Nel febbraio scorso, l’amministrazione comunale, visto che l’assicurazione non aveva ancora coperti i costi aveva spedito una lettera all’amministratrice del condominio.

E se l’assicurazione non copre i costi sostenuti dall’Amministrazione per gli alloggi temporanei, i cittadini dovranno pagare di tasca loro. Sta scritto in una lettera inviata a febbraio all’amministratrice del condominio.

«Con delibera di Giunta Comunale n. 346/2010 l’Ente ha deliberato di tenere a proprio carico le suddette spese per i primi tre giorni di accoglienza, al fine di consentire il temporaneo superamento della prima emergenza, ma deve procedere a recuperare le spese sostenute per il restante periodo – recita la lettera -. Le chiediamo quindi di voler rappresentare l’esistenza di tale debito dei Suoi Assistiti verso il Comune di Genova nel corso delle trattative che ci risultano pendenti tra i danneggiati, il Condominio e il soggetto presumibilmente danneggiante e le rispettive Compagnie assicuratrici e comunque di tenerne conto prima della sottoscrizione da parte dei Suoi Assistiti di qualsivoglia accordo transattivo. Confidiamo in una piena collaborazione in tal senso, poiché, qualora al saldo di tale debito non sia provveduto, in via diretta o indiretta, da parte di altri soggetti, il Comune di Genova si vedrà costretto a richiederne il pagamento ai suoi clienti. Con l’occasione chiediamo anche cortesemente di voler comunicare i dati dell’amministrazione del Condominio e i riferimenti della polizza assicurativa condominiale, nonché ogni elemento a Sua conoscenza utile al fine di individuare i soggetti responsabili dell’evento, affinché questa Amministrazione possa assumere ogni ulteriore ed opportuna iniziativa».

 I residenti, alle prese con tutte le difficoltà economiche del caso, alle prese con i disagi, si sono trovati davanti alla richiesta del Comune. Stamattina, hanno spiegato a Silvia Salis, candidata sindaca progressista, di essersi sentiti abbandonati da tutti.

«Questa è la cosa più dolorosa, vedere che non c’è speranza e non c’è fiducia nelle istituzioni – ha commentato Salis -. È importante metterci la faccia e farsi vedere e far capire che siamo vicini al loro problema e che faremo in modo di trovare una soluzione nel minor tempo possibile. La cosa più difficile per chi si occupa di politica locale, per chi si candida per una città, è vedere che si è interrotta quella comunicazione tra l’amministrazione e il territorio,  tra l’amministrazione e le persone che non credono più che il Comune possa fare qualcosa per loro.  È anche per questo che siamo venuti qua, non solo per dare solidarietà, ma per far vedere che c’è una vicinanza ai temi concreti che riguardano la loro vita».


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